domenica 8 novembre 2009

Settimana per l'educazione allo sviluppo sostenibile




L' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina aderisce alla "Settimana per l'educazione allo sviluppo sostenibile". Ecco gli appuntamenti:


FOSSACESIA: Venerdì 13 novembre, ore 21, presso il Teatro Comunale in Via Roma, in collaborazione con il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, proiezione del film "The Age of the Stupid" di Franny Armstrong

FOSSACESIA: Sabato 14 novembre, ore 10, ritrovo presso l'Hotel "Golfo di Venere", in collaborazione con il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, "Puliamo il Fosso San Giovanni"

VASTO: Domenica 15 novembre, tutta la giornata, sarà allestito uno stand informativo WWF dedicato all'efficienza energetica e ai cambiamenti climatici

VASTO: Domenica 15 novembre, ore 21, presso il Teatro Comunale, in collaborazione con il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, proiezione del film "The Age of the Stupid" di Franny Armstrong

domenica 1 novembre 2009

Ortona: no alla discarica di amianto

Ambientalisti: no alla discarica di amianto
Appello al sindaco perché intervenga contro l’impianto di via Taverna nuova


Dal Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, Costambiente e WWF Zona Frentana-Costa Teatina un accorato appello al sindaco Nicola Fratino affinché si opponga alla realizzazione della discarica regionale dedicata allo smaltimento dell’amianto che dovrebbe sorgere in località Taverna Nuova (tra Villa San Tommaso e Casino Vezzani).
Del progetto, presentato dalla Smi (Società Meridionale Inerti), se ne discuterà domani pomeriggio in un incontro presso l’ufficio regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale). «Il Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, grazie all’impegno e alla esperienza di Pasquale Colantonio di Costambiente - spiega la portavoce del Coordinamento Fabrizia Arduini - ha prodotto e depositato osservazioni pertinenti su alcune incongruenze dell’impianto, evidenziando, inoltre, come l’ubicazione in mezzo alle abitazioni e a colture di pregio agricole, sia fuori luogo. Avere una discarica di inerti contenenti amianto può comportare gravi danni alla salute, la svalutazione degli immobili, dei terreni, dei prodotti agroalimentari, danni alle attività turistiche e di ristorazione del circondario».
Ora il Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, Costambiente e WWF Zona Frentana - Costa Teatina si rivolgono al Sindaco affinché si faccia portatore delle istanze delle popolazioni: «Si faccia sentire andando all’Aquila a perorare la causa di tanti cittadini inermi. Dica con forza che le discariche di qualunque genere esse siano non si costruiscono in mezzo alle case e alle campagne, consumando il suolo, minando la salute distruggendo la bellezza del territorio e interi comparti economici-scrivono le associazioni in una nota-Dica che le discariche devono essere ubicate nei poli industriali dismessi possibilmente usando il criterio che faciliti i controlli degli organi preposti. Lei ha già espresso delle perplessità, ci faccia sentire protetti».
Nel giugno del 2007 la SMI,con sede legale a Vasto,ha inoltrato domanda alla Regione Abruzzo per ottenere le autorizzazioni a trasformare la discarica di inerti già esistente (ma non più funzionante dal 2005) situata in località Taverna Nuova in una discarica monodedicata a rifiuti contenenti amianto in matrici cementizie. Il comune di Ortona si è opposto presentando una riserva alla creazione della discarica che, profonda 15 metri, potrebbe arrivare a contenere fino a 250 mila metri cubi di amianto. Il problema verrebbe dalla vicinanza delle abitazioni di Villa Pincione distanti circa 600 metri.

Tratto da "Il Messaggero" del 27 ottobre 2009

domenica 25 ottobre 2009

Sequestro del costruendo Porto turistico di Francavilla al Mare:gli esposti del WWF alla base dell'inchiesta.

COMUNICATO STAMPA DEL 22/10/2009

Sequestro del costruendo Porto turistico di Francavilla al Mare:
gli esposti del WWF alla base dell'inchiesta.
Il cantiere rientra in un Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche.
Accertata dall'ARTA presenza di diossina nell'area interessata dai lavori.


Il WWF plaude all'iniziativa della Procura di Chieti e della Guardia di Finanza che questa mattina hanno posto i sigilli al cantiere del costruendo Porto turistico di Francavilla al Mare e a parte dell'arenile.
Il WWF aveva presentato, anche assieme a cittadini, numerose note ed esposti a tutti gli enti competenti ed alla procura di Chieti su vari aspetti relativi a questa opera pubblica. L'intervento, infatti, è stato realizzato all'interno del Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche denominato Saline-Alento, istituito e perimetrato fin dal 2003 da un Decreto del Ministero dell'Ambiente. Nel 2008 l'ARTA aveva accertato la presenza di diossina oltre i limiti di legge proprio nell'area interessata dal cantiere. Prima a luglio 2008 e poi a novembre 2008 il WWF aveva sollevato gravissimi dubbi circa l'assenza di una preventiva caratterizzazione dei sedimenti su cui si stava lavorando. Inoltre aveva segnalato che in diverse occasioni pubbliche erano addirittura emerse indicazioni circa l'uso dei sedimenti asportati dall'area del porto per opere di ripascimento lungo il litorale posto a sud della foce. L'Associazione aveva chiarito come in un Sito di Bonifiche di Interesse Naziona!
le in cui sia stato accertato inquinamento è vietata qualsiasi movimentazione di materiale prima di un'adeguata bonifica. Il Ministero dell'Ambiente, a seguito delle note del WWF, già a dicembre 2008 era intervenuto con una durissima nota che qui alleghiamo in cui, testualmente, dichiarava tutti gli atti relativi al porto “illegittimi”.
Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “Questo sequestro è frutto di un clima di sostanziale indifferenza da parte degli enti pubblici su una questione delicatissima come il risanamento del sito di bonifiche nazionale Saline-Alento. E' solo la punta dell'iceberg di ritardi, inadempienze, mancanza di controlli ordinari e straordinari che riguardano la gestione di questo sito che, ricordo, da un punto di vista normativo è al pari di Marghera, Priolo e Manfredonia. E' incredibile come la pubblica amministrazione abruzzese dal 2003 non sia stata capace di affrontare seriamente il tema del risanamento dei due fiumi. Il WWF aveva segnalato la situazione del Porto di Francavilla non solo alla Procura ma anche agli enti preposti alla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini sia con lettere sia durante tre riunioni convocate dalla Regione Abruzzo sulla vicenda del Saline-Alento. La Procura e i corpi di polizia si trovano ad intervenire per tutelare !
la popolazione e l'ambiente visto il sostanziale immobilismo degli enti”.

giovedì 15 ottobre 2009

Stand Up 2009 a Lanciano 18 ottobre



L' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ha aderito all'evento mondiale "Stand Up" La Campagna del Millennio http://www.standupitalia.it/, promosso dal WWF Italia insieme all'UNEP, per ricordare ai grandi della Terra la loro promessa di combattere la povertà nel mondo e risolvere il problema dei cambiamenti climatici.

La Campagna del Millennio mira a giocare un ruolo essenziale nel cambiamento delle politiche di lotta alla povertà e collabora con paesi di tutto il mondo per aiutare individui e società civili a chiedere conto ai propri governanti degli impegni presi verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e a lottare per ottenere il rispetto dei diritti umani per ogni individuo.

La Campagna del Millennio crede che gli Obiettivi del Millennio possano essere raggiunti nel 2015 se e solo se ogni cittadino è informato sulle promesse e gli impegni sottoscritti dal proprio governo e, al tempo stesso, attivo nel chiedere che essi vengano mantenuti.

In Italia l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi è forte ma la volontà dei cittadini non si è tradotta, ad oggi, in adozione di misure concrete da parte del governo.

Raggiungere gli Obiettivi è possibile. La Campagna lavora a fianco dei cittadini, delle istituzioni locali, della società civile, dei media e dei cittadini dei paesi del sud del mondo per porre fine allo scandalo della povertà estrema nel mondo.

Il ruolo della campagna e la sfida comune:
- informare tramite campagne di sensibilizzazione sui mezzi di informazione e coorganizzando eventi e incontri;
- raccogliere le voci dei cittadini contro la povertà;
- portare queste voci contro la povertà nelle sedi istituzionali e ampliare le richieste dell’opinione pubblica.

Appuntamento a Lanciano il 18 ottobre in piazza Plebiscito dalle 9:00 alle 13:00 in occasione della manifestazione podistica StraLanciano.

mercoledì 14 ottobre 2009

Chieti: la nostra salute è in pericolo


Chieti Scalo e la Val Pescara sono stati interessati da grandi incendi di impianti per il trattamento rifiuti: negli ultimi 14 mesi, in Abruzzo ci sono stati
5 incendi di questo tipo dei quali ben 3 nella sola area di Chieti Scalo. Tutta l’area è stata poi interessata da rifiuti sotterrati con conseguente inquinamento del suolo, del sottosuolo e della falda acquifera.

LA NOSTRA SALUTE È IN PERICOLO

MANIFESTIAMO INSIEME
SABATO 17 OTTOBRE - ORE 18

Punto di ritrovo:
piazzale antistante chiesa Madonna delle Piane

Diciamo basta ad impianti che distano pochissimi metri da case e da strutture pubbliche universitarie, sanitarie, uffici, ecc.

Cittadini ed associazioni chiedono la bonifica dei suoli e delle falde inquinate, il miglioramento della qualità delle acque superficiali e dell’aria per non correre
più il rischio di svegliarsi al mattino con una nube tossica sulla
testa e la conseguente paura di raccogliere frutta ed ortaggi dal proprio orto.

Comitato Locale
“Villablocc - per la Tutela della Salute e della Vita”, Abruzzo
Social Forum e WWF lanciano un appello al Comune di Chieti,
alla Provincia, alla Regione, a sindacati e alle associazioni presenti
sul territorio e a TUTTI CITTADINI e chiedono:

•la delocalizzazione degli
impianti esistenti;

•la corretta bonifica delle
aree e delle industrie dismesse, del suolo e delle falde inquinati;

•un’indagine epidemiologica
per accertare eventuali danni alla salute subiti dalla cittadinanza;

•destinazioni urbane coerenti,
ben definite e salubri su tutto il territorio del Comune di Chieti.


Nell'occasione saranno rilanciati con forza anche i valori che sono alla base dello Stand Up.

Stand Up è una grande mobilitazione contro la povertà e i cambiamenti climatici organizzata a livello mondiale. Partner dell'iniziativa sono WWF e Caritas.Fare Stand Up significa ALZARSI IN PIEDI CONTRO LA POVERTÀ, CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI E IL DEGRADO AMBIENTALE, un'affermazione simbolica di grande forza e un'assunzione di responsabilità comune.

Info:
chieti@wwf.it - tel. 3202788489
villablocc@libero.it - tel. 3495700787
www.abruzzosocialforum.org - tel. 3381195358

Aderiscono: Arci Provinciale, Associazione Peppino Impastato di Sambuceto, Auser-Unitel, Associazione Chieti Città Futura, Associazione Chieti Nuova 3 Febbraio, Associazione Da Grande Voglio Crescere, FAI Delegazione di Chieti, CGIL Chieti, Associazione Il Veratro, Associazione La Vallata, Legambiente Circolo di Chieti, Libera Abruzzo, Associazione Libridine, Movimento Studentesco di Chieti, Associazione Scopri Teate, Rete Insegnanti Precari Abruzzo

sabato 3 ottobre 2009

Spiaggiamenti



Comunicato stampa del 29 settembre 2009

Spiaggiamenti

Le spiagge di Ortona la settimana scorsa hanno accolto pigramente due ospiti perfettamente in linea con i tempi che corrono: un bidone di rifiuti tossici -fortunatamente semi vuoto - spiaggiato a Punta Ferruccio di Ortona(denunciato alle autorità competenti, ed il corpo esanime di una tartaruga Caretta Caretta spiaggiata al Riccio di Ortona. Dove siano finiti i fluidi oleosi del bidone e se questi fa parte di un carnet più nutrito, sommerso o in rotta crociere, forse non lo sapremo mai, tanto meno sapremo come mai è morto il bellissimo esemplare di testuggine marina che pesava più di 10 Kg, poiché sarà prelevato ed eliminato debitamente ed asetticamente.Ma lo possiamo immaginare, le cronache sono piene di storie di degrado... nel nostro piccolo basta girare per il territorio cittadino, disseminato di focolai di immondizia prodotti dall'egoismo insipiente di pochi ortonesi e da un' amministrazione probabilmente sempre più estraniata dalla valenza del bene pubblico, per viverne appieno la dimensione.Una tartaruga morta e un bidone di rifiuti tossici, la vittima e il totem, l'immagine di una modernità e dei suoi sacrifici arcaici, un monito dentro semplici immagini più efficaci di tante parole .Una piccola cosa semplice semplice la si può fare da subito, almeno per arginare lo sport del lancio di sacchi della spazzatura tanto in voga in questa città, che svilisce e violenta la gran parte di cittadini oltre ad essere un biglietto da visita per chi viene da fuori impresentabile :basterebbero cartelli disseminati che spieghino e invitino a non insozzare la città e le spiagge, magari coinvolgendo le scuole, i professionisti della comunicazione e le associazioni ambientaliste -noi siamo disponibili -.Sanzioni a chi viene colto a fare questi gesti di pura inciviltà, la scusa del non sapere non regge .Per il resto, ci vuole che la politica torni a fare il suo importante mestiere di mediazione, ascolto e vigilanza, la terra, l'aria, l'acqua, le città, la bellezza dei territori sono di tutti e devono essere trattati con estremo rispetto, se non vogliamo vivere la dimensione demenziale del tutti contro tutti e continuare a foraggiare questa economia di rapina che nulla ha a che vedere con la vera economia.

WWF Zona Frentana Costa Teatina

Ines Palena Lilli Costanzo Fabrizia Arduini

domenica 27 settembre 2009

Firmate per salvare la Foce di Rocca San Giovanni

Sign for NO CEMENTO IN LOCALITA' FOCE DI ROCCA S.GIOVANNI

martedì 22 settembre 2009

Il WWF osserva il progetto del pozzo petrolifero "Elga2" - Ortona



Sono state depositate presso il Servizio Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell' Ambiente le osservazioni che il WWF ha elaborato per contrastare l'insediamento previsto nel tratto di mare antistante Ortona di un pozzo esplorativo di idrocarburi.
Il WWF ha evidenziato come il progetto presentato dalla Vega Oil SpA sia carente nell'analizzare gli effetti di tale impianto industriale sull'ambiente circostante e sulle popolazioni, in particolare è stato sottolineato come il rischio sismico sia stato completamente ignorato così come gli effetti sulla pesca e sul turismo della Costa dei Trabocchi.
L'esito sul progetto di realizzazione del pozzo "Elsa2" avrà conseguenze importanti anche per il futuro insediamento delle decine di altre piattaforme petrolifere previste sulla costa tra permessi di ricerca e concessioni di coltivazione.
Vi è comunque un certo ottimismo anche perchè mai come ora sono sono stati numerosi i privati cittadini, le associazioni di categoria, le Pubbliche Amministrazioni che hanno prodotto osservazioni sul progetto petrolifero "Elsa2", a dimostrazione di una sensibilità sempre più concreta sulla questione petrolio in Abruzzo.
claudall

lunedì 21 settembre 2009

Rifiuti: le Guardie WWF presentano un dossier al Sindaco di Vasto


COMUNICATO STAMPA DEL 20 SETTEMBRE 2009


Ancora emergenza discariche abusive nel vastese
Le Guardie Volontarie del WWF presentano un dossier al Sindaco Lapenna


VASTO – La presenza di aree degradate da rifiuti abbandonati non è una novità per le periferie della cittadina vastese che è costretta ad affrontare un altro grave problema causato dal ritrovamento di rifiuti persino nei luoghi precedentemente bonificati. Più volte è stata segnalata, da diverse associazioni, l’elevata concentrazione di rifiuti, in località Zimarino, abbandonati illegalmente e disseminati lungo tutto il tratto della strada di accesso al Consorzio per la Divulgazione e la Sperimentazione delle Tecniche Irrigue (COTIR).
Le Guardie del WWF hanno inviato, nei giorni scorsi, un dossier al Sindaco Lapenna nel quale si segnalano, nel dettaglio, tipologia e natura dei rifiuti (spesso anche pericolosi come lastre di eternit contenenti amianto, materiale canceroso) e ne viene richiesta la rimozione immediata sopratutto per motivi di incolumità pubblica.
Dichiara Claudio Allegrino coordinatore delle Guardie Giurate del WWF:” il problema dell’ abbandono dei rifiuti e della realizzazione di grande e piccole discariche abusive non è purtroppo un problema della sola città di Vasto.
All’amministrazione comunale vastese va dato atto dell’impegno dimostrato con la realizzazione del grande progetto cittadino sulla raccolta differenziata che, tra gli obiettivi, ha anche quello di educare il cittadino a conferire i rifiuti soltanto nelle aree autorizzate.
Le spese per la rimozione dei rifiuti sono esorbitanti e vanno tutte a carico della collettività nel caso in cui gli autori degli abbandoni rimangono, come quasi sempre accade, sconosciuti”.
Preso atto che sugli aspetti educativi e preventivi è già stata avviata una campagna formativa, le Guardie WWF chiedono all’ amministrazione comunale di Vasto un serio e concreto intervento repressivo. La città di Vasto deve formare e rendere operativa un’ unità del Corpo di Polizia Municipale che si occupi in maniera specifica della repressione in materia di abbandono dei rifiuti.
La modalità più efficace per fermare il fenomeno delle discariche abusive è quello della sanzione. Il cittadino scorretto è infatti abituato a commettere illeciti perché nessuno lo ha mai sorpreso ad abbandonare immondizie, anche pericolose.
Il proliferare delle discariche abusive può inoltre essere un motivo valido per sperimentare supporti tecnologici quali telecamere e video-sorveglianza, tecniche sicuramente meno onerose rispetto alla rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati.
Nel caso specifico di Zimarino, il WWF chiede di impedire concretamente l’accesso alla strada in oggetto, provvedendo in tempi concreti alla chiusura definitiva della stessa ai mezzi motorizzati non autorizzati. L’apposizione di divieti di accesso alla strada del Cotir di contrada Zimarino, installati di recente, non impedisce infatti ai trasgressori di abbandonare rifiuti.

domenica 20 settembre 2009

Petrolio: incontro con il Presidente Di Giuseppantonio

Il 18 settembre 2009 una rappresentanza di associazioni facenti parte della rete EmergenzaAmbiente (EAA), ha incontrato il Presidente Enrico Di Giuseppantonio per un confronto sul problema petrolizzazione nella provincia.
Per il WWF erano presenti Fabrizia Arduini e l' ing. Tommaso Giambuzzi che, insieme ad altri volontari, seguuono da vicino le vicende delle concessioni petrolifere in Abruzzo.
Ricordiamo che la Provincia di Chieti ha il 94% dei propri comuni (l'88,5% del proprio territorio) interessato da istanze e permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi, a cui aggiungere il mare propiscente la costa teatina invaso anch'esso da una vera e propria sequela ininterrotta di istanze e permessi, per buona pace di importanti programmi economici, la grande storia e cultura di queste terre, la salute.
Altro tema trattato durante l'incontro è la contingenza del progetto permesso di ricerca pozzo Elsa2 della Vega Oil al largo delle coste di Ortona in dirittura d'arrivo alla VIA-Valutazione Impatto Ambientale- del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Mare .

Gli impegni assunti dalla Provincia Chieti sono molto importanti, uno concreto da subito : il Presidente Enrico di Giuseppeantonio presenterà osservazioni atte a fermare l'iter procedurale del "pozzo Elsa 2"; parte di queste osservazioni si avvaleranno del supporto esterno prodotte dalla dott.sa Maria Rita D'Orsogna.

Inoltre la provincia di Chieti, con gli strumenti propri, eserciterà un azione di pressing affinché la regione Abruzzo si doti di un Piano regionale di Gestione Integrata delle Zone Costiere (Gizc) al fine di impedire il posizionamento di pozzi estrattivi entro almeno le 6/12 miglia nautiche dal litorale .

Altro impegno della Provincia nei riguardi della regione Abruzzo sarà il Piano Regionale per l'Energia.

L'Abruzzo, con un consumo energetico finale coperto da fonti rinnovabili pari al 9%, è ben lontano dal raggiungimento dell'obiettivo minimo nazionale del 17%.

A pochi mesi dalla Conferenza sul Clima di Copenhagen che fisserà gli impegni degli stati membri per fermare i cambiamenti climatici, in Abruzzo si continua a parlare con insistenza di estrazioni petrolifere. Una contraddizione che allontana strategicamente e culturalmente la nostra regione dagli obiettivi comunitari che mirano a ridurre i consumi di energie fossili e ad aumentare la produzione di energie rinnovabili e l'efficienza energetica.

giovedì 10 settembre 2009

Raccolta firme a Lanciano - Feste di Settembre


L' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina sarà presente in Corso Trento e Trieste a Lanciano in occasione delle Feste di Settembre.

I soci e i simpatizzanti che desiderano essere presenti al punto di raccolta sono pregati di contarre il WWF scrivendo a sezionefrentana@wwf.it.

Appuntamento per i giorni 14-15-16, dalle 18:00 fino alle 23:00

martedì 8 settembre 2009

Rocca San Giovanni. Il WWF diffida il Sindaco


COMUNICATO STAMPA DEL 08 SETTEMBRE 2009


Villaggio turistico in località Foce di Rocca San Giovanni: il WWF diffida il Sindaco nella prosecuzione del progetto.
Continua la raccolta firme contro la realizzazione del complesso edilizio




ROCCA SAN GIOVANNI - La petizione lanciata dall’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, contro la realizzazione di 60 miniappartamenti, piscina, campi da tennis, teatro all'aperto, piazza pavimentata, parcheggio e cementificazione del fosso Valle Grande in località Foce, sulla costa di Rocca San Giovanni, ha quasi raggiunto quota mille sostenitori.
Dall’elenco dei firmatari si possono notare le adesioni di molti cittadini di Rocca San Giovanni, di residenti del comprensorio frentano ma anche di turisti che frequentano e conoscono l’area della Foce.
Dichiara Ines Palena, presidente dell’ Associazione WWF: il Sindaco di Rocca San Giovanni e tutti i consiglieri comunali non possono non tenere in considerazione la volontà di residenti, turisti e altri cittadini che si sono espressi univocamente contrari alla realizzazione del villaggio così come prospettato dal progetto preliminare.

La volontà di realizzare questo tipo di struttura turistica lascia perplessi molti in quanto sembrerebbe un ritorno a quella modernità di pessimo gusto degli anni '60-'70 che ha disintegrato decine e decine di chilometri di costa, fenomeno ancora oggi noto come “francavillizzazione”.

Nei giorni scorsi l’ Associazione WWF ha presentato al Sindaco Di Rito formale diffida a procedere nella realizzazione del disciplinare di gara che consentirà la realizzazione del progetto.
Sostenuto dalla volontà dei mille cittadini contrari a questo modello di sviluppo turistico, il WWF si riserva altrimenti di procedere con ricorso nelle sedi legittime a tutela dell’ area in località Foce.

La proposta del WWF, così come di altre associazioni appartenenti al Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, è quella di intervenire in area Foce con progetti ecocompatibili e turisticamente più evoluti come il recupero delle strutture esistenti abbandonate, che possono diventare dei Bed and Breakfast, agriturismi o alberghi diffusi, senza ulteriore consumo del suolo.

Il WWF invita lo stesso signor Sindaco e l’Amministrazione Comunale a ricercare insieme, con la massima condivisione e partecipazione e in scambio trasparente di idee, soluzioni alternative al proposito di cementificazione, magari con un concorso di idee che coinvolga i cittadini di Rocca San Giovanni e tutto il comprensorio frentano.


Parte delle firme raccolte sono online: http://firmiamo.it/nocementoinlocalitafocediroccasgiovannich


La Presidente dell’ Associazione WWF
Zona Frentana e Costa Teatina
Palena Ines

giovedì 3 settembre 2009

Vittoria WWF al Tar: perde l'integralismo dell' Assessore Febbo!


COMUNICATO STAMPA DEL 3 SETTEMBRE 2009

Il WWF ottiene la sospensiva dal TAR sul calendario venatorio
della giunta regionale dell'Abruzzo.
L'Associazione: sconfitto l'atteggiamento poco costruttivo
dell'Assessore Febbo.


Il TAR ha accolto pienamente il ricorso del WWF contro la Regione
Abruzzo sul calendario venatorio 2009-2010 annullando le scelte della
Giunta Regionale sulla preapertura alla Quaglia al 6 settembre e sul
posticipo al 31 gennaio della caccia alla Beccaccia.

Il TAR, come si può leggere nell'allegata ordinanza, ha rilevato come le
scelte della Giunta Regionale su questi due punti non fossero
adeguatamente motivate nonostante dovessero superare le obiezioni
scientifiche del parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e
Ricerca sull'Ambiente, ISPRA, massimo organo statale in materia di fauna.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: è la
vittoria della razionalità e della cautela a favore della tutela di un
bene comune come la fauna sull'atteggiamento filo-venatorio tenuto
dall'assessorato regionale che peraltro si è dimostrato chiuso al
confronto tecnico e al dialogo. La Regione Abruzzo ha prima varato un
calendario con numerose scelte che avrebbero causato gravi danni al
patrimonio faunistico della regione. Nonostante i nostri reiterati
suggerimenti, avanzati per tempo sia in consulta venatoria dal nostro
rappresentante sia per lettera, ha prima incassato una bocciatura
storica da parte dell'ISPRA che ha rilasciato un parere fortemente
negativo sulla prima versione del calendario venatorio. Nonostante ciò,
l'assessore Febbo e la giunta regionale hanno recepito le indicazioni
dell'ISPRA solo in parte, forzando su Quaglia e Beccaccia senza avere
alcun dato per motivare queste scelte. La Regione Abruzzo si è quindi
presentata a difendersi dal nostro ricorso davanti al TAR senza poter
smontare le solide argomentazioni negative dell'ISPRA. Dall'inizio della
vicenda avevamo suggerito un atteggiamento di maggiore cautela
all'Assessore regionale Febbo visto che il WWF da anni sa e denuncia che
la Regione Abruzzo è completamente inerme e priva di proprie
informazioni scientifiche circa il patrimonio faunistico. Tra censure
dell'ISPRA recepite forzatamente e la sentenza del TAR di oggi,
l'assessore si è visto letteralmente stravolto il calendario che aveva
portato in consulta per blandire i cacciatori che in quella sede avevano
smodatamente lodato l'assessore senza tener conto delle gravi lacune che
emergevano. E' una sonora sconfitta non solo per l'Assessore Febbo ma
anche per le associazioni venatorie, che prima si autodefiniscono i
maggiori amanti della Natura e poi applaudono chiunque cerca di
permettere loro di sparare su specie a forte rischio?



N. 00158/2009 REG.ORD.SOSP.
N. 00287/2009 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
Sul ricorso numero di registro generale 287 del 2009, proposto da:
Associazione Italiana Per il World Wildlife Found For The Nature -Italia
Onlus Ong, rappresentato e difeso dall'avv. Fabio De Massis, con
domicilio eletto presso Tar Segreteria in L'Aquila, via Salaria Antica Est;
contro
Regione Abruzzo Presidente, rappresentato e difeso dall'Avvocatura,
domiciliata per legge in L'Aquila, Portici S. Bernardino;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.416 DEL3/8/2009 CON CUI E'
STATO APPROVATO IL CALENDARIO VENATORIO 2009/20010..

Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento
impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo Presidente;
Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 02/09/2009 il dott.
Alberto Tramaglini e uditi per le parti i difensori come specificato nel
verbale;

Considerato che, a norma dell' art. 18, 2°comma, L 11/02/1992 n. 157, i
periodi di caccia di cui al 1° comma possono essere modificati per
determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse
realtà territoriali, previo parere obbligatorio dell' Istituto nazionale
per la fauna selvatica;
Considerato che la formulazione legislativa implica che, laddove intenda
discostarsi dal parere dell' Istituto in ordine all'opportunità
dell' anticipazione dell' apertura, la Regione sia tenuta a fornirne
congrua motivazione;
Considerato che nella fattispecie l' Istituto ha precisato che
un' anticipazione del prelievo possa essere consentita solo qualora una
specie sia in grado di tollerare una forte pressione venatoria già
all' inizio di settembre, e ciò sulla base dei dati in ordine allo stato
di conservazione della specie e tenuto conto delle caratteristiche della
riproduzione e/o migrazione della stessa, evidenziando il suo parere
negativo in relazione al prelievo anticipato della quaglia e
dell' allodola, trattandosi di specie da anni in forte regresso e
caratterizzate da uno stato di conservazione sfavorevole a livello
europeo;
Considerato che il provvedimento impugnato, e gli atti istruttori su cui
si fonda, mentre ha recepito le osservazioni ISPRA per la specie
allodola, non contiene invece una motivazione che tenga conto delle
obiezioni dellâ?TIstituto per la specie quaglia;
Considerata altresì la carenza motivazionale, sempre in riferimento alle
osservazioni ISPRA, in ordine al calendario relativo alla specie beccaccia;
P.Q.M.
Accoglie la suindicata domanda cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata
presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione
alle parti.
Così deciso in L'Aquila nella camera di consiglio del giorno 02/09/2009
con l'intervento dei Magistrati:
Rolando Speca, Presidente FF
Paolo Passoni, Consigliere
Alberto Tramaglini, Consigliere, Estensore

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

EPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 03/09/2009
IL SEGRETARIO

domenica 30 agosto 2009

Ancora scandalo caccia in Abruzzo!



COMUNICATO STAMPA DEL 24/08/2009

Il WWF ricorre al TAR contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale boccia clamorosamente le decisioni dell’assessorato regionale all’Agricoltura.

L’assessorato non ha dati scientifici su cui basare le proprie scelte. Il WWF: in questa situazione come varare un calendario venatorio tutto a favore dei cacciatori?

Il WWF ha presentato un ricorso al TAR per chiedere la sospensiva del Calendario venatorio varato dalla Giunta Regionale abruzzese ai primi di agosto.
Nel ricorso si evidenzia come nel Calendario Venatorio approvato dalla Regione Abruzzo viene consentita l’apertura anticipata della caccia di specie migratrici quali la Quaglia al 6 settembre (rispetto alla terza domenica di settembre come normalmente previsto dalla legge) e come la caccia alla Beccaccia sia programmata dal 20 settembre sino al 31 gennaio anziché sino al 31 dicembre come consigliato dai massimi organismi scientifici nazionali ed internazionali in ottemperanza alla Direttiva 409/79/CEE “Uccelli”. Purtroppo su un altro aspetto importante, come la possibilità di addestrare i cani fin dal 6 agosto, per l'ennesima volta i tempi di approvazione della delibera regionale (3 agosto contro il termine di giugno previsto dalla legge) non hanno reso possibile fare ricorso.
La decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa giunge dopo che l’Associazione aveva chiesto ripetutamente e preventivamente alla regione di adeguarsi agli standard richiesti a livello comunitario e al parere espresso dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), massimo organo scientifico dello Stato Italiano, sulla prima bozza di calendario predisposta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione. Il WWF aveva chiesto sia durante la consulta venatoria, in cui vi è un solo membro dell’Associazione, sia con una nota scritta inviata all’Assessorato di conoscere i dati scientifici e le norme comunitarie sui quali la Regione Abruzzo aveva fondato scelte del tutto discutibili, come l’apertura anticipata e la chiusura al 31 gennaio della caccia alla beccaccia. Su questi e su altri punti controversi era intervenuto il parere dell’ISPRA che aveva censurato tecnicamente e scientificamente l’operato dell’Assessorato regionale.

Nel parere dell’ISPRA, che alleghiamo integralmente, si possono leggere frasi del genere su diversi punti non recepiti nel calendario venatorio:
APERTURA ANTICIPATA ALLA QUAGLIA (il calendario prevede l'apertura anticipata al 6 settembre)
“Per quanto concerne la Quaglia e l'Allodola si esprime parere sfavorevole al prelievo anticipato. Si tratta in entrambi i casi di specie ormai da anni in forte regresso e caratterizzate da uno stato di conservazione sfavorevole a livello europeo. Inoltre la Quaglia dovrebbe essere cacciata con il cane, pratica da evitarsi per ragioni connesse al disturbo arrecabile alla restante fauna non oggetto di caccia”.
CACCIA ALLA BECCACCIA (il calendario prevede la chiusura al 31 gennaio 2010)
“Per la Beccaccia si suggerisce una chiusura anticipata della stagione venatoria al 31 dicembre, in relazione non solo al precario stato di conservazione delle popolazioni europee di questa specie (ridottesi nel complesso di circa il 10% nell’arco di un decennio) ma soprattutto in considerazione della maggiore vulnerabilità che contraddistingue questo scolopacide nella seconda metà dell’inverno”.
MOBILITA’ DEI CACCIATORI (il calendario introduce il comparto unico regionale)
“Il capo F del documento in esame introduce la possibilità di un’ampia mobilità dei cacciatori per l’esercizio della caccia alla migratoria in ambito regionale che contrasta con l’esigenza di realizzare un più saldo legame del cacciatore al territorio e di fatto vanifica in gran parte le innovazioni introdotte dalla Legge 157/92 in materia di disciplina dell’attività venatoria”.
ADDESTRAMENTO CANI (il calendario ha reso possibile l’addestramento cani dal 6 agosto)
“L’inizio dell’attività di addestramento cani al 7 agosto appare prematuro, considerati i periodi di riproduzione di varie specie potenzialmente vulnerabili, come la lepre e i galliformi. Si ritiene, quindi, che una soluzione di compromesso accettabile sia quella di posticipare alla fine di agosto o ai primi di Settembre l’epoca di addestramento degli ausiliari”.
CACCIA IN PRESENZA DI NEVE (il calendario permette la caccia nelle aree umide anche in presenza di terreno coperto da neve)
“L’esercizio della caccia in questi momenti risulta fortemente impattante sulle popolazioni selvatiche poiché determina un incremento della mortalità: tale incremento è legato non solo all’aumento del prelievo diretto, reso più semplice dalla minore mobilità degli animali, ma anche al forte disturbo arrecato agli uccelli che li costringe a impiegare le proprie energie per fuggire anziché per le attività di foraggiamento così importanti per garantire la sopravvivenza in questi periodi di freddo intenso. Si ritiene, pertanto opportuno che venga previsto il divieto di caccia anche nelle aree umide durante il verificarsi di estese nevicate indipendentemente dalla presenza di ghiaccio sulla superficie dei corpi idrici. L’introduzione di tale norma in Abruzzo appare particolarmente importante, anche in considerazione delle ridotte dimensioni che contraddistinguono le zone umide presenti in regione”.

Su altri aspetti estremamente negativi l’Assessorato ha dovuto cedere alle censure dell’ISPRA (apertura anticipata all'Allodola; modalità di caccia alla Coturnice) anche se in alcuni casi ricorrendo ad escamotage come nel caso in cui si consente l’apertura anticipata al Colombaccio qualora le province presentino dati (ma su questa specie l’ISPRA scriveva non più tardi del 7 luglio scorso: “La valutazione dell’impatto del provvedimento dovrebbe quindi basarsi su buone informazioni aggiornate in merito alla distribuzione ed allo stato delle popolazioni nidificanti in ambito regionale che, per quanto è a conoscenza di questo Istituto, non sono attualmente disponibili”). Solo che ad agosto la stagione riproduttiva è conclusa e non si capisce come possano le province produrre dati che non hanno.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “La Regione Abruzzo ha in un primo tempo varato una bozza di calendario in contrasto con le indicazioni nazionali ed internazionali sulla conservazione delle specie, nonostante le nostre precise e documentate osservazioni presentate in Consulta venatoria dal nostro rappresentante. Poi ha subìto un parere scientifico dell’ISPRA che ha letteralmente demolito l’intero impianto del calendario venatorio predisposto dall’Assessorato all’Agricoltura. Invece di assumere un atteggiamento più prudente dopo questa brutta figura a livello nazionale, adeguandosi completamente ai rilievi dell’ISPRA, la Giunta regionale ha deciso di forzare su molti aspetti sopra ricordati lasciando invariato il testo del calendario. A questo punto il WWF, che ha sempre avuto un atteggiamento responsabile indicando preliminarmente all’Assessorato le carenze della gestione venatoria nella Regione, si vede costretto a ricorrere al TAR chiedendo la sospensiva del Calendario”.

Più in generale il WWF attende ancora dall’Assessorato all’Agricoltura di conoscere su quali dati scientifici ha basato le proprie scelte visto che in sede di consulta l’Assessorato ha pubblicamente ammesso le carenze rispetto alle conoscenze sulle specie oggetto di caccia e che non ha risposto ad una precisa richiesta scritta dell’Associazione.

“Appare incredibile”, prosegue Caserta, “che in una Regione come l’Abruzzo, dove sono le Associazioni come il WWF e non gli enti pubblici competenti, a produrre pubblicazioni scientifiche di livello internazionale, si assumano comunque scelte forzate e a senso unico tutte più permissive. Non è possibile che per privilegiare gli interessi dei cacciatori si finisca per non garantire la corretta gestione di un bene comune come la fauna”.

Non va poi dimenticato che, come il WWF denuncia da anni, la Regione Abruzzo ad oggi è priva di un Piano Faunistico Venatorio: quello precedente, infatti, è scaduto come ha ammesso lo stesso assessorato nel corso dell'ultima consulta venatoria il 31 dicembre 2005 e da allora non ne è stato mai predisposto un altro.

In ultimo il WWF coglie l’occasione per ricordare all’Assessore Febbo, che aveva sostenuto che nel Comitato Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che ha valutato il Calendario Venatorio “trovano ampio margine di rappresentatività le associazioni ambientaliste” che, purtroppo, ciò non è vero per il semplice fatto che la composizione del Comitato è normata da una legge regionale che l’Assessore dovrebbe conoscere e che non prevede la presenza di membri nominati dalle associazioni ambientaliste: infatti 10 membri sono funzionari regionali, 3 sono nominati dal Consiglio regionale, 1 dalle quattro Amministrazioni provinciali ed 1 dal Corpo Forestale dello Stato.




CACCIA: FEBBO DIFENDE LE SCELTE DEL CALENDARIO VENATORIO

(REGFLASH) Pescara, 25 ago. "Nessuna bocciatura del nostro calendario venatorio da parte dell'Ispra. Credo che il WWF, nel caso specifico, stia conducendo una battaglia di retroguardia poichè l'integralismo non porta mai da nessuna parte". Così l'assessore con delega alla Caccia, Mauro Febbo, in apertura della conferenza stampa che ha tenuto, questa mattina a Pescara, ha commentato la decisione dell'associazione ambientalista di presentare al Tar un ricorso che mira a sospendere il calendario venatorio 2009-2010 approvato dalla Giunta regionale. "L'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, - ha spiegato Febbo - è un organismo statale che rilascia solo pareri, peraltro non vincolanti, e che, rispetto a questo calendario venatorio, si è limitato a fare delle ossservazioni, quasi totalmente recepite. Sulla questione specifica della caccia alla quaglia, - ha continuato Febbo - abbiamo ritenuto, invece, di difendere la scelta dell'apertura anticipata !
che, comunque, non è indiscrimata ma riguarda solo le stoppie e gli incolti, poichè il territorio abruzzese è quasi per metà soggetto a vincoli per la presenza di tre parchi nazionali e di un parco regionale". L'assessore alla Caccia ha, poi, rimarcato che "il percorso per arrivare al calendario venatorio 2009-2010 è stato ampiamente condivisio dalla Consulta della caccia dove sono presenti tutte le componenti interessate come le associazioni ambientaliste, quelle degli agricoltori, le organizzazioni venatorie, i biologi, i veterinari ed il mondo della cinofilia". In relazione al manacato rinnovo del Piano faunistico regionale, l'assessore Febbo ha chiarito che "quello attualmente vigente in regime di prorogatio risale al 2004 e quindi ai tempi della Giunta Pace. Per cui non è una lacuna che puo' essere imputata a questo Governo regionale bensì all'inerzia del mio predecessore. In ogni caso, - ha proseguito l'assessore - stiamo lavorando sul nuovo Piano faunistico che ci au!
guriamo possa vedere la luce quanto prima". Un altro aspetto c!
he l'assessore alla Caccia ha voluto evidenziare è legato al passaggio chiave rappresentato dal VIA, la valutazione di impatto ambientale, che il caldendario venatorio 2009-2010 ha superato. "Infine, - ha concluso Febbo - una notazione sulle date di apertura della caccia nelle varie Regioni. In Abruzzo, la stagione venatoria inizierà il 6 settembre mentre in Molise, Puglia e Campania, dove peraltro governano Giunte di diverso colore politico rispetto a quella abruzzese, si partirà qualche giorno prima. Per cui, neppure sotto questo profilo ci si può dire nulla". (REGFLASH) DR090825

COMUNICATO STAMPA DEL 25/08/2009

Il WWF risponde all’Assessore Mauro Febbo sul calendario venatorio.
Per difendere le sue scelte nega l’evidenza dei fatti.


Le dichiarazioni di oggi dell’Assessore Mauro Febbo meritano alcune puntualizzazioni.

1) Il parere dell’ISPRA (massimo organo nazionale sulla gestione della Fauna i cui pareri sono obbligatori per la redazione dei calendari venatori regionali) è chiarissimo ed ha bocciato sotto molteplici aspetti il calendario presentato dall’Assessore Febbo. In un passaggio il parere dell’ISPRA arriva a vedere in una disposizione contenuta nel calendario “una inversione di tendenza sia sul piano biologico e gestionale, che dal punto di vista culturale” (frase testuale presa da pagina 6 del parere ISPRA). La Regione ha accolto solo in parte le pesanti censure dell’ISPRA, mentre ha lasciato invariati alcuni aspetti particolarmente gravi come: preapertura della caccia alla quaglia al 6 settembre rispetto al 20 settembre previsto dalla legge; prolungamento della caccia alla beccaccia al 31 gennaio 2010 rispetto al 31 dicembre 2009 previsto dalla legge; modalità di caccia al colombaccio con possibilità per le Province di anticipare il periodo di caccia; creazione del comparto unico regionale per cui i cacciatori potranno esercitare la caccia alla fauna migratoria in tutta la regione e non in ambiti sub-regionali; avvio delle attività di addestramento cani al 7 agosto con conseguente disturbo alla fauna in periodo riproduttivo; permesso di caccia nelle aree umide anche in presenza di terreno coperto da neve (cosa vietata perché impattante sulla fauna).

2) Non è vero che nella consulta regionale sulla caccia nessuno ha sollevato problemi sul calendario venatorio proposto. Il rappresentante del WWF ha fatto tutte le osservazioni tecniche che poi sono state in gran parte ripetute dal parere dell’ISPRA, a dimostrazione che gli aspetti scientifici sono quelli e che chiunque abbia qualche pur minima conoscenza di etologia non può tacerli. Gli altri presenti in consulta non hanno detto nulla proprio perché, essendo per la maggior parte cacciatori, erano ben contenti dei “regali” che l’Assessore stava facendo alla loro categoria!

3) È falso che il WWF attacchi strumentale l’Assessore Febbo, visto che da sempre l’Associazione ha impugnato i calendari venatori quando questi non erano fatti bene. E lo ha fatto sia quando c’erano giunte regionali di destra che quando c’erano giunte regionali di sinistra. All’Assessore basterà informarsi presso gli Uffici del suo Assessorato per averne riscontro.

4) Su una cosa, però, l’Assessore Febbo ha ragione: la mancanza del Piano faunistico venatorio e di dati sulla presenza faunistica non sono imputabili solo a lui, ma li condivide con quanti lo hanno preceduto nel corso degli anni. È esattamente quello che abbiamo affermato nel corso della nostra conferenza stampa di ieri.


Dante Caserta
Consigliere nazionale WWF Italia

martedì 18 agosto 2009

Ripari di Giobbe: impedita la passeggiata ecologica


Ripari Di Giobbe 9 agosto 2009.

Si sradicano alberi pur di impedire la passeggiata ecologica organizzata dal WWF Zona Frentana Costa Teatina sulla strada comunale "Ripari di Giobbe".

Vanificata l'opera di ripulitura dei volontari WWF sul tratto dell'antica strada panoramica che costeggia il campeggio omonimo, per consentire il passaggio nell'ambito di una iniziativa di promozione e conoscenza della Riserva Naturale Ripari di Giobbe istituita con L.R. n.5 del 2007.

Atto vandalico o intimidatorio, non lo sappiamo, ma non è la prima volta che accade.

Nonostante l'episodio minaccioso, circa un centinaio sono stati i partecipanti all'iniziativa, che si sono concentrati su di un aerea privata di un' imprenditrice agricola, degustando prodotti tipici del territorio mentre un breve viaggio letterale, sulla forza della bellezza, caricava gli animi di speranze mai sopite.

Resta lo sbalordimento e l'amarezza di fronte ad un atto di prevaricazione che ha negato il libero godimento di un bene pubblico: lo splendido panorama che offre la strada comunale Ripari di Giobbe sulla baia, che ricordiamo essere innanzi tutto, Riserva Naturale della Regione Abruzzo.

Il WWF non si fermerà, gli organi preposti a vario titolo saranno informati, e con più determinazione chiederemo al Consiglio Comunale, una volta per tutte, di riprendere il pieno possesso della strada, per garantirne finalmente un uso pubblico e libero da parte della collettività e per destinarla ad essere un corridoio "verde" di accesso alla Riserva.

lunedì 17 agosto 2009

Incendio Seab: il WWF rilancia

Gli idrocarburi pesanti sono presenti oltre i limiti di legge per le aree residenziali in uno dei cinque campioni di terreno analizzati dall'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente in seguito all'incendio verificatosi lo scorso 18 luglio alla Seab di Chieti. E' il Wwf a segnalare all'Arta la discrasia dopo aver esaminato i referti appena pubblicati sul sito del Comune di Chieti. ''Nel referto del campione n. 2432, come chiunque può leggere - fa notare il Wwf - si evidenzia il superamento del limite di legge per le aree residenziali per il parametro Idrocarburi Pesanti ovvero 54 mg/kg contro il limite di 50. Nel giudizio sintetico relativo al referto, invece - ha rilevare ancora il Wwf - , si legge che il campione e' conforme ai limiti anche per le aree residenziali". Il Wwf segnala anche che in un altro campione il superamento per lo stesso parametro viene sfiorato con 49 mg/kg contro il limite di 50. "Questo - secondo il Wwf - indurrebbe ad escludere un errore materiale nel primo referto". Ieri il Comune di Chieti aveva emesso una nota parlando di dati tranquillizzanti a proposito delle analisi del terreni, posizioni che sulla base di questi referti non hanno per ora ragione di essere, secondo il Wwf. "Al contrario - conclude l'associazione ambientalista - converrebbe che tutti in questa vicenda seguissero i fatti con maggiore cura, visto che si parla di salute dei cittadini e di potenziale inquinamento ambientale. Infatti se il valore segnalato nel referto si rivelera' giusto, quel sito diventera' ufficialmente contaminato e dovra' essere sottoposto a bonifica, qualora utilizzato per fini residenziali". Il Wwf ha immediatamente contattato l'Arta per chiedere verifiche attente sui referti. Inoltre ha chiesto di aumentare il numero di campioni affinche' siano rappresentativi della realta' territoriale interessata dalle ricadute dell'incendio.

mercoledì 5 agosto 2009

Casalbordino: il WWF al mercatino della solidarietà


Lunedi 10 agosto 2009 l' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina sarà presente a "Castrum in fiera" il tradizionale mercatino della creatività e della solidarietà della notte di S. Lorenzo.
Il ricavato della manifestazione sarà devoluto ad una associazione aquilana di volontariato culturale.
Info su: http://nuovoumanesimo.altervista.org/

Ripari di Giobbe 9 agosto ore 19


Molti pericoli incombono su questo tratto di costa:
- la privatizzazione di un tratto dell'antica strada
comunale con vista mozzafiato;
- l'accesso alla spiaggia Ripari di Giobbe che non è libero
nè gratuito, nonostante lo sancisca la legge 296 del 2006;
- il nuovo piano regolatore che indica Ripari
come area C2 (zona di espansione urbana);
- la Riserva Regionale che aspetta ancora il Piano di Assetto Naturalistico.


Immersi nella bellezza
con un buon bicchiere di vino e pane ond',
guardiamo il tramonto da un prato che sovrasta la baia,
ascolteremo storie di costa da Barbara e chiederemo a Mirko
notizie sulla vegetazione del posto, passeggeremo insieme a Pasquale
su alcuni tratti della vecchia strada .
Un modo estivo per ribadire l'importanza di un luogo
che è patrimonio di noi tutti e delle generazioni future.
Ti aspettiamo


come arrivarci :
al cartello campeggio Ripari di Giobbe
-di fronte avete silos cantina -segui le indicazioni
che troverai all'ingresso stradina che porta
all'omonima spiaggia
ti indicheranno il parcheggio su di un prato adibito allo scopo
e poi a piedi al prato dove ti aspettiamo, sempre seguendo i cartelli.