giovedì 16 luglio 2009

“L'Abruzzo e l'energia fossile” - Lanciano, 19 luglio ore 19, Sala Mazzini


L' associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, in collaborazione con Emergenza Ambiente Abruzzo, organizza :


“L'Abruzzo e l'energia fossile”

Lanciano, 19 luglio ore 19, Sala Mazzini:
con la partecipazione della dott.ssa Maria Rita D'Orsogna

venerdì 10 luglio 2009

Puliamo il bosco

martedì 7 luglio 2009

Passeggiata a Castelguidone (Ch)

Domenica 12 luglio, ore 17, CASTELGUIDONE (CH)
appuntamento a Castelguidone, piazza duca degli abruzzi, ore 17

Il Comitato locale DINAMISMI, il WWF e la LIPU organizzano

LA PASSEGGIATA A COLLE S.VITO
per la conoscenza e la tutela dei luoghi dove vorrebbero realizzare un impianto eolico industriale.

La corsa all'eolico selvaggio, veri e propri impianti industriali di enormi dimensioni, può causare danni naturalistici e paesaggistici. Per questo è necessaria una regolamentazione attenta del settore che salvaguardi le aree più delicate e fragili.


sabato 4 luglio 2009

Raccolta firme a La Foce per La Foce



Proseguono le attività dell' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina per impedire la costruzione del complesso turistico in località Foce di Rocca San Giovanni.
Domenica 05 luglio 2009 gli attivisti dell'associazione saranno presenti nei pressi della spiaggia La Foce con un presidio per raccogliere le firme di quanti non condividono le intenzioni dell' amministrazione comunale. Saranno presentate soluzioni alternative per lo sviluppo turistico della costa.
I soci e i simpatizzanti sono invitati a sostenerci in questa iniziativa.

sabato 27 giugno 2009

Incontriamoci a Fossacesia e Casalbordino

- 29 giugno a Fossacesia, ore 21, presso il locale circolo di Rifondazione
Comunista, si parlerà di globalizzazione e crisi economica;

- 1° luglio a Casalbordino, ore 21, presso la locale Biblioteca Comunale,
si parlerà della gestione delle risorse idriche, bene comune e diritto di
ogni essere umano che la globalizzazione sta trasformando in merce.


giovedì 25 giugno 2009

Firmate per salvare la Foce di Rocca San Giovanni

Sign for NO CEMENTO IN LOCALITA' FOCE DI ROCCA S.GIOVANNI

venerdì 19 giugno 2009

Incontro dibattito a Chieti



Incontro dibattito

Sì all’Abruzzo Regione Verde d’Europa
No all’Abruzzo dal cuore nero



Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna
California State University at Northridge (USA)

Introduce Camilla Crisante, presidente WWF Abruzzo


Per essere informati e non delegare ad altri le decisioni sul nostro futuro
Per conoscere i rischi della deriva petrolifera che minaccia l’Abruzzo

La scuola media Mezzanotte si raggiunge facilmente: è molto vicina alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo. Imboccare la strada (Via Colonnetta) che si trova di fronte alla Stazione e sale verso il colle, al piccolo rondò girare a sinistra e subito dopo ancora a sinistra (prima dell'altro rondò)quindi seguire la freccia del parcheggio.

sabato 13 giugno 2009

Chieti. Salvate le rane verdi nel cantiere dello stadio

photo by ivanped


La buona notizia. Emergenza risolta con il Wwf
Salvate le rane verdi nel cantiere dello stadio


Salvataggio delle rane. Una buona notizia in un periodo in cui l’egoismo più sfrenato sembra prevalere in tante situazioni. Due ragazzi, Cosimo e Marco, e il loro allenatore, Guido Stabile, hanno segnalato una emergenza al Wwf Chieti: nello stadio “Guido Angelini” i lavori per la copertura del fossato che divide il campo di gara dagli spalti rischiavano di seppellire una popolazione di rana verde.
«Ma l’intervento tempestivo», dice Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti, è stato decisivo. «I richiami stagionali delle rane erano continuamente avvertiti dagli atleti durante gli allenamenti. Il Wwf Chieti si è immediatamente attivato e ha prima contattato l’assessore allo sport del Comune Aldo Mario Grifone e poi il direttore dei lavori, trovando piena collaborazione. Ottenute le necessarie autorizzazioni, alcuni attivisti del Wwf sono scesi nel fossato e, in due diverse giornate, hanno catturato le rane», racconta Di Franceso, «liberandole in un vicino luogo sicuro. E’ stata inoltre concordata la riapertura di un canale di scolo, oggi otturato dai rifiuti, per garantire una via di uscita anche ad eventuali esemplari sfuggiti alla cattura. A conclusione dell’operazione salvataggio gli attivisti del Wwf hanno posato per una foto ricordo con i ragazzi che hanno segnalato il caso, il loro allenatore e gli operai che hanno collaborato». Notata infine allo stadio un’altra piccola popolazione di rana verde, nei pressi dei due serbatoi per l’irrigazione del campo di calcio. «Il piccolo stagno», aggiunge la presidente del Wwf, «si è formato per una perdita d’acqua non potabile, chiediamo quindi che sia garantita la permanenza della pozza almeno fino all’autunno, per consentire agli anfibi di completare la stagione riproduttiva».

Tratto da "Il Centro" del 28 maggio 2009

mercoledì 3 giugno 2009

La foce del fiume Sangro in mano ai “predoni”


COMUNICATO STAMPA DEL 03 GIUGNO 2009

La foce del fiume Sangro in mano ai “predoni”
Il WWF denuncia gli abusi in una delle zone della costa più protetta dalla normativa vigente


La foce del fiume Sangro è patrimonio ambientale unico individuato dall’ Unione Europea come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.).
Il riconoscimento europeo fu attribuito nel 1995 per l’alto valore naturalistico dell’area dovuto alla ricchezza di tipologie d’habitat di ambiente mediterraneo e alla diversità a livello paesaggistico. La presenza di specie animali e vegetali che fungono da indicatori ecologici di ambienti ecotonali e di qualità biologica testimoniano l’elevata qualità ambientale complessiva del fiume.
Ma la valenza ambientale della foce del Sangro e della limitrofa Lecceta di Torino di Sangro erano note da molto prima: una legge regionale del 1979 identifica il luogo come biotopo di interesse vegetazionale e venne in quegli stessi anni valutato “di interesse scientifico” dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Ma tutte queste forme di tutela rimangono ancora oggi solo su carta. Dichiara Ines Palena, Presidente dell’ Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: “L’ elevata biodiversità dell’area sta scomparendo a causa dei continui assalti quotidiani: reti e attrezzi da pesca abusivi, realizzazione di strade, ruspe ed autovetture che arrivano e parcheggiano fino a pochi centimetri dall’argine del fiume.
Con la costruzione del nuovo ponte sulla SS16 i danni ambientali sono aumentati a causa della realizzazione della strada sterrata di servizio sottostante che costeggia il fiume e che ha compromesso l’habitat protetto dall’ Unione Europea.
In questi giorni le Guardie Volontarie del WWF hanno inviato un dossier fotografico ed un esposto alle Autorità competenti affinchè accertino eventuali responsabilità sulle attività, in particolare quelle di sbancamento di terreno e ghiaia che sono avvenute nelle ultime settimane.
La norma prevede che, per ogni attività che si svolga nei siti SIC debba essere prodotto uno studio di Valutazione di Incidenza che esamini l’impatto dell’opera sull’area.
Aggiunge ancora Ines Palena: “Il fiume più bello della Regione Abruzzo è lasciato all’abuso di chiunque, nella indifferenza degli enti locali, di chi deve controllare e gestire correttamente il territorio.
La Regione Abruzzo manca di finanziare i Piani di Gestione dei SIC e di supportare i Comuni, mentre la Provincia di Chieti dovrebbe coordinarne le attività.
I comuni di Fossacesia e Torino di Sangro devono concretizzare la gestione del SIC, realizzando il Piano di Gestione dell’ area, avviando studi sull’habitat, fauna e flora e richiedendo finanziamenti comunitari e nazionali per il ripristino ambientale dei luoghi. Attirando finalmente il turismo eco-sostenibile sulla costa frentana”.

Il sito SIC del fiume Sangro già in passato fu sottoposto ad un’ incredibile violazione delle normative con la costruzione del porto turistico di Fossacesia, che produsse una notevole alterazione dell’ambiente protetto. Nel 2005 la Corte di Giustizia del Lussemburgo condannò l’Italia perché la Regione non verificò se il progetto per la costruzione del porto turistico “Marina del sole” di Fossacesia avesse caratteristiche tali da richiedere una procedura di valutazione di impatto ambientale, così come previsto dalla normativa europea. Ai giudici europei si era rivolta la commissione che, in seguito alle denunce degli ambientalisti, aveva chiesto alle autorità italiane informazioni sul porticciolo realizzato «senza valutazione di impatto ambientale né di verifica per accertare la necessità o meno di questa valutazione».

Il WWF ha chiesto alla Capitaneria di Porto, al Corpo Forestale dello Stato, alla Procura della Repubblica e al Comune di Torino di Sangro di vigilare affinchè la foce del fiume Sangro finisca di essere teatro di abusi e violazioni e che venga finalmente tutelato e valorizzato come stabiliscono la normativa comunitaria e regionale.


Il Presidente Associazione WWF
Zona Frentana e Costa Teatina
Palena Ines

martedì 2 giugno 2009

Chieti: Wwf contro i lavori alla villa comunale

photo by Antonello2009
Il Wwf Chieti interviene sui lavoro in corso alla Villa Comunale che prevedono il taglio di alcuni tigli.

«Il Comune qualche giorno fa ha annunciato il taglio doloroso di alcuni tigli in conseguenza di interventi negli anni 70 e 80», ha spiegato la sezione teatina dell’associazione, «che hanno danneggiato parte delle radici più profonde, provocando infezioni che si sono propagate con gli anni verso l'alto. Se il comune è consapevole dei gravi danni compiuti in passato, c'è da chiedersi come sia stato possibile consentire mutilazioni delle radici, che svolgono tra le tante funzioni quella del sostegno».
«Inoltre» – prosegue il Wwf – «il comune ha specificato che verranno tagliati gli alberi in relazione alla loro età. I tigli sono piante plurisecolari ed in Germania un esemplare ha raggiunto i 1.600 anni di età».
Il presidente del Wwf Chieti, Nicoletta Di Francesco, solleva dubbi anche sui lavori alla Villa Comunale.
Per esempio l'eccessivo utilizzo del cemento armato nei lavori di riqualificazione in atto: «viale IV novembre nel tratto che attraversa la Villa Comunale è una strada pedonale non sottoposta a carichi eccessivi. Sarebbe stato possibile pavimentarla senza cemento garantendo la permeabilità del terreno con vantaggi tangibili per il verde».
«Gli alberi» – continua l'associazione – «avrebbero dovuto essere tutelati prima di ogni altra cosa considerando la Villa Comunale l'unico parco verde pubblico della città alta. Ci sembra assurdo che per una scelta puramente estetica ci siano stati degli interventi a rischio intorno gli alberi. Non si comprendono i cordoli intorno ai tigli e le ampie basi fatte di cemento. Tutta l'area inoltre, già ghiaiata intorno il monumento dei caduti, non necessitava di cementificazione. Molte piante come i cedri temono il ristagno dell'acqua, inevitabile nelle pozze innaturali create dal cemento».
Due le richieste finali del Wwf Chieti: «nella prosecuzione dei lavori si deve tenere maggior conto del patrimonio verde che la Villa Comunale rappresenta. Bisogna, poi, limitare l'inutile e dannosa copertura a cemento».

Articolo tratto da www.primadanoi.it

sabato 23 maggio 2009

Il WWF in piazza a Rocca San Giovanni


Proseguono le attività dell' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina per impedire la costruzione del complesso turistico in località Foce di Rocca San Giovanni.
Domenica 24 maggio 2009 dalle 10:00 alle 20:00 gli attivisti dell'associazione saranno presenti nella piazza del paese con un presidio per raccogliere le firme di quanti non condividono le scelte dell' amministrazione comunale. Saranno presentate soluzioni alternative per lo sviluppo turistico della costa.
I soci e i simpatizzanti sono invitati a sostenerci in questa iniziativa.

lunedì 18 maggio 2009

L'inizio della barbarie può essere anche un semplice gesto?




Paolo De Iure di Ortona Sub e Domenico De Dominicis del WWF Zona Frentana e Costa Teatina oggi hanno rinnovato la giornata dedicata all'amore per la propria terra .
Una intera mattinata per pulire la spiaggetta libera dietro il faro e il molo
sud insieme ai soci e volontari delle rispettive associazioni.
Numerosi i bagnanti incuriositi da chi “stranamente” dedica il proprio tempo
alla cura di beni comuni; molti di loro hanno ringraziato, molti hanno espresso lo smarrimento di vivere tra l'inciviltà di chi ormai preda del proprio ottuso egoismo, tratta tutto ciò che è fuori casa propria come un immondezzaio a cielo aperto.
Un “rincretinimento”che ha delle ricadute di proporzioni devastanti, perchè se un semplice pescatore lascia la cassetta di polistirolo, o un bagnante lascia la busta con i resti della merenda a inquinare e abbrutire angoli frequentati da loro stessi, l'industrialotto che vuole risparmiare bei soldini ci butterà qualcosa di più sostanzioso.

La situazione più preoccupante l'ha trovata il WWF che puliva il molo sud; dopo 4 ore tra le rocce e con non poche difficoltà sono stati raccolti 30 grandi sacchi della nettezza urbana colmi di plastica e polistirolo senza riuscire a pulire nemmeno 2 metri di molo, legno e polistirolo nello strato più in fondo si sono sedimentati in una poltiglia bianca e nera.
La spiaggetta del faro invece, grazie anche alla grande pulita dell'anno scorso, ha riempito solo -si fa per dire- 15 grandi sacchi di immondizia varia, ed è ritornata deliziosa, se non fosse per l'acqua che emanava uno strano odore, pareva quasi un angolo di paradiso.
Basterebbero dei cartelli messi nei luoghi di mare e nella città a ricordare che i beni comuni sono un collante straordinario per una collettività civile e moderna, con le istituzioni e gli organi preposti impegnati in prima linea in questo straordinario compito, con tutta la severità che occorre.

WWF zona Frentana Costa Teatina, Ortona Sub

sabato 16 maggio 2009

Pulizia spiaggia ad Ortona

photo by nibe46
Il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, unitamente all' associazione Ortona Sub organizzano per domenica 17 maggio 2009 la pulizia della spiaggia brecciata dietro il faro del Molo Nord.
Appuntamento alle ore 09:00 presso il Bar Faro in zona porto. Tutti sono invitati a partecipare!

giovedì 14 maggio 2009

Petrolio. Raccolta firme ad Ortona.

L' Associazione WWF Sezione Frentana organizza una raccolta di firme per richiedere ai Ministri competenti la revoca di tutti i permessi di ricerca, coltivazione e lavorazione di idrocarburi, su tutto il territorio abruzzese e sul mare antistante la costa.
Appuntamento sabato 16 maggio 2009 in Corso Vittorio Emanuele dalle 17:00 alle 21:00.
I soci ed i simpatizzanti sono invitati ad intervenire.

venerdì 8 maggio 2009

Al Sindaco di Ortona


Lettera aperta WWF 7 maggio 2009

Il sistema lineare di Aree Protette lungo la Costa Teatina stenta ancora a decollare anche se è diventato patrimonio nelle aspettative delle comunità locali e regionali grazie alle peculiarità paesaggistiche, culturali e storiche che possiede. Con la legge regionale n. 5 del 2007, che ha istituto quattro nuove Riserve Naturali (Punta Acquabella, Ripari di Giobbe, Grotta delle Farfalle, Marina da Vasto), in aggiunta alle due già esistenti (Punta Aderci e Lecceta di Torino di Sangro ), si è fatto sicuramente un passo avanti, ma quelli che mancano sono i fatti concreti nell’ottica della leale collaborazione tra enti pubblici che deve essere assolutamente garantita in campo ambientale.

In attesa della predisposizione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Ripari di Giobbe, il Comune di Ortona deve rispettare (e far rispettare) le norme transitorie di salvaguardia che contengono precisi divieti entrati in vigore con la pubblicazione della legge regionale, tra cui quello che vieta l’alterazione con qualsiasi mezzo, diretto o indiretto, dell’ambiente geofisico.

L’elemento caratterizzante e di pregio paesaggistico della Riserva Naturale Ripari di Giobbe è l’antica strada comunale, oggi abbandonata all’incuria e in parte occupata abusivamente, che unitamente al collegato canale di raccolta delle acque ha garantito per decenni la stabilità del versante che degrada verso il mare. Si tratta di uno straordinario percorso panoramico costiero che corre tutto lungo il confine a monte della Riserva che attualmente è limitata ad una stretta fascia di territorio degradante verso il mare.

La sdemanializzazione di questo percorso e la conseguente privatizzazione determinerebbero la perdita dell’unica possibilità di rendere pubblicamente fruibile e visitabile la Riserva Ripari Di Giobbe.

Chiediamo quindi al Comune di Ortona di abbandonare definitivamente l’ipotesi della sdemanializzazione dell’antico tracciato, di procedere all’elaborazione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva, di effettuare la tabellazione della Riserva stessa, ma soprattutto di ripristinare il percorso pubblico e il collegato canale drenante al fine di contrastare l’erosione in atto del versante, procedendo così speditamente e concretamente verso la gestione della Riserva Regionale Ripari di Giobbe, proprio alla luce del già richiamato principio di leale collaborazione tra enti pubblici.

Sinteticamente, questi sono gli obiettivi raggiungibili con l’attivazione gestionale della Riserva Naturale:

1)Recuperare l’antico collegamento Ortona – Torre Mucchia ancora vivo della memoria storica degli ortonesi;

2)Realizzare l’unico e possibile percorso botanico e panoramico per le attività escursionistiche, didattiche e scientifiche tipiche della Riserva Naturale;

3)Creare, con il ripristino dell’antico tracciato, il collegamento con la futura pista ciclabile prevista lungo l’ex tracciato ferroviario (che inizia proprio ad Ortona e prosegue lungo la costa fino ad Casalbordino), permettendo alla Riserva Naturale Ripari di Giobbe di entrare a far parte veramente del sistema lineare di Aree Protette lungo la Costa Teatina individuato dal Regione Abruzzo, con le sue peculiarità paesaggistiche di pregio;

4)Valorizzare le aree agricole che si attestano lungo il percorso promuovendo la produzione e la vendita di prodotti tipici e biologici;

5)Monitorare ed arrestare i fenomeni erosivi in atto che potrebbero nel giro di poco tempo modificare gli elementi costituivi del paesaggio e ridurre al minimo le possibilità di fruizione dell’area protetta;

6)Promuovere il turismo di qualità attraverso norme di riqualificazione ambientale ed architettoniche rivolte principalmente al complesso turistico esistente (Campeggio Ripari di Giobbe) che nel tempo ha profondamente modificato la morfologia dei luoghi e l’estensione della copertura arborea spontanea, con conseguenze sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica estremamente negative.

Il WWF, mettendo a disposizione le competenze e le esperienze maturate in tanti anni di gestione delle proprie oasi, resta a disposizione per tutte le iniziative e le forme di collaborazione necessarie sia per l’attivazione di processi decisionali, che dovranno necessariamente coinvolgere la società civile ortonese, che quelli più concreti e pratici quali i campi estivi di lavoro volontario e le iniziative educative nelle scuole.

Camilla Crisante
Presidente del WWF Abruzzo

lunedì 4 maggio 2009

Corriamo ai Ripari...


A Ripari di Giobbe, anno domini 2009, si sta per immolare un bene comune sull'altare dell'insipienza e del chi se ne frega tanto è di tutti?
Mentre nel mondo l'industria del turismo-una delle più lucrose-, investe sempre più in salubrità, tipicità e bellezza dei luoghi, ad Ortona un tratto di una antichissima strada comunale con vista mozzafiato sul mare, a ridosso e dentro una riserva naturale, potrebbe essere sdemanializzato per darlo in pasto ai privati, interrompendone così la continuità.
Storia incredibile per questi tempi, ma il 5 maggio il provvedimento viene addirittura discusso
in Consiglio Comunale; meriterebbe invece solo un indignato no bipartisan.
È comunque forte la speranza che la gran parte dei consiglieri si opponga perchè consapevole della grave perdita in termini economici e culturali .
La strada, oggi abbandonata all'incuria, è uno straordinario percorso
sensoriale e visivo da mettere nel pacchetto turismo della città tutta.
La strada è parte della sua memoria, e appartiene a tutti gli ortonesi.

Ersilia Costanzo, Fabrizia Arduini,Pasquale Cacciacarne

WWF Zona Frentana e Costa Teatina

venerdì 24 aprile 2009

Ruspe sulle dune


COMUNICATO STAMPA DEL 21 APRILE 2009

Ruspe sulle dune

IL WWF sollecita i comuni costieri e la Capitaneria di Porto a viglilare sugli ultimi relitti dunali della costa teatina


Con l’approssimarsi della stagione balneare i pochi tratti di spiaggia della costa teatina con sistema dunale vengono sottoposti a seri danneggiamenti dovuti ai mezzi meccanici utilizzati per la pulitura delle spiagge. In particolare, la vegetazione tipica psammofila, specializzata a vivere sulla sabbia, e la fauna che in essa trova rifugio, subiscono perdite ingenti.
L’ Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ha invitato la Capitaneria di Porto ed i comuni costieri a vigilare affinchè ruspe, trattori e vagliatrici degli enti pubblici ma anche dei gestori balneari non danneggino le nostre spiagge con le dune. Purtroppo già sono stati segnalati al WWF l’utilizzo di mezzi meccanici a Vasto marina, dall'Hotel Acquario verso nord dove le ruspe sono arrivate proprio al piede delle dune, e sbancamenti in località Lido Riccio di Ortona.
Dichiara Ines palena, Presidente del WWF locale: “le dune costiere, oltre al loro valore ecologico e paesaggistico, hanno un ruolo fondamentale nella mitigazione naturale del rischio costiero, in particolare rispetto ai fenomeni di erosione ed allagamento. L’assenza delle dune, unita all'appiattimento della spiaggia per scopi turistici, impedisce il ripascimento naturale e duraturo delle spiagge dopo gli eventi meteomarini più intensi, comportando quindi una generale tendenza all’arretramento della linea di costa”
Recenti studi realizzati dall’ Università degli Studi La Sapienza Roma 1 hanno confermato che il sistema spiaggia-duna si basa quindi su un equilibrio precario, di cui la vegetazione è un elemento indispensabile, riuscendo a trattenere i granuli di sabbia con le proprie radici e fungendo da barriera contro gli effetti erosivi del vento.
E’ necessario individuare una modalità diversa di utilizzo delle spiagge, accontentandosi di “usare” la sola spiaggia naturalmente priva di vegetazione, ponendo le eventuali (minime) strutture fisse nel “retroduna” e proteggendo tutto il resto."
Sulle poche spiagge con sistema dunale il WWF Abruzzo, unitamente alla Società Ornitologica Abruzzese, ha documentato anche la distruzione sistematica delle uova di Fratino, un piccolo uccello, inserito nella Direttiva CEE 79/409 (“Uccelli”) come “specie particolarmente protetta”, e considerata indicatrice della qualità ambientale dell’habitat costiero, che è, al pari di tutte le altre presenti negli arenili e nelle dune, estremamente vulnerabile e sensibile al disturbo antropico, in particolare a causa dei lavori di “pulizia” e livellamento delle spiagge.
In occasione del Fratino Day, il censimento annuale di questa specie animale, che nidifica nel periodo aprile/giugno sulle spiagge abruzzesi, il WWF lancia alle amministrazioni locali e nazionali l’allarme sulla definitiva scomparsa delle dune sulla fascia costiera teatina.
A questi allarmi primaverili vanno purtroppo aggiunti quei progetti scellerati che vorrebbero trasformare la Costa Teatina in un susseguirsi di lungomari cementificati e privi di naturalità, come:
- la strada di Postilli-Riccio ad Ortona definita incredibilmente “troncone infrastrutturale strategico per implementare il traffico con l'EST Europa” , che di fatto farà scomparire una delle poche spiagge rimaste libere da stabilimenti e con ambienti dunali residuali;
- la proposta del comune di Rocca S.Giovanni di un villaggio turistico previsto in zona Foce, con un’estensione di 9000 mc, composto da miniappartamenti, piscina, teatro, piazza, parcheggi….proprio a ridosso di uno degli scorci più belli della “costa dei trabocchi”;
Questi, come tanti altri esempi, rischiano di far scomparire definitivamente ambienti relitti unici che i nostri figli o i figli dei nostri figli rischieranno di non vedere mai.

Ines Palena
Presidente Associazione WWF
Zona Frentana e Costa Teatina

giovedì 23 aprile 2009

Fratino Day 2009



Per il quarto anno consecutivo torna il censimento del Fratino (Charadrius alexandrinus) lungo le spiagge italiane. Appuntamento per il 25 e 26 aprile 2009.

L'iniziativa è nata in Abruzzo, a cura del WWF e della Società Ornitologica Abruzzese, e progressivamente l'areale di studio si va allargando, con sempre maggiori adesioni. L'anno scorso sono stati coperti ininterrottamente oltre 300 km di costa del medio-adriatico (marche, abruzzo e molise), con diverse decine di coppie segnalate di questo splendido e raro animale.
La costa teatina, in particolare, possiede alcuni tratti di notevole pregio ambientale che ospitano molti nidi di questo splendido animale. Alcuni di queste zone dunali sono già sottoposti a tutela come quelli di Vasto e San Salvo, mentre altri come quelli della zona Postilli-Riccio sono destinati a scomparire con la costruzione di una inutile strada.

Il censimento è piuttosto semplice e piacevole: si tratta di una passeggiata da svolgere in due persone lungo un tratto assegnato di spiaggia, solitamente di 5-10 km. Una semplice scheda permette di raccogliere i dati principali.

Il frutto di questa iniziativa non è solo di tipo scientifico ma anche conservazionistico. Anche quest'anno la Regione Abruzzo ha inserito la tutela dei tratti con nidi di Fratino nell' Ordinanza Balneare inviata a balneatori e Capitanerie di Porto. Gli anni precedenti, invece, era consentito il livellamento delle spiagge con mezzi meccanici con gravissimi danni sulla riproduzioen della specie.

Chi è interessato a ricevere informazioni o a partecipare, adottando uno o più tratti di costa, può scrivere a: a.desanctis@wwf.it (3683188739)